Tavola 1


Mondello, un parco urbano per la città di Palermo.

Contenitore di potenzialità messe a sistema Ambiente_Cultura_Sport_Benessere



In vista della variante al piano regolatore generale della città di Palermo, l’occasione del piano particolareggiato di Mondello rappresenta un’opportunità unica per la valorizzazione di un luogo straordinario, mortificato e rallentato nelle sue potenzialità di sviluppo e fruizione da una logica di sistema urbano non efficiente.

Spazi urbani non definiti nelle loro funzioni, sottodimensionati, di mediocre qualità architettonica, un insieme di attori sociali individuali, non interagenti, fortemente limitati da molti disagi , fanno di Mondello, un contenitore di “cose” pregevoli ma non relazionate tra loro in modo interessante, produttivo e propositivo.

Le premesse della riqualificazione urbana di questo luogo passano dunque attraverso uno scenario di elementi e soggetti, pubblici e privati, da mettere a “sistema”, secondo una nuova logica di spazi urbani sostenibili e contemporanei, che riprendano il concetto di memoria in quei brani di città dove la comunità riconosce se stessa e la propria identità; una comunità, organizzata da un design dei servizi, che tenda a legare tra loro le economie locali e collegare il sistema Mondello con flussi d’oltremare nell’attuale logica del locale globale, che ci vede tutti protagonisti della nostra contemporaneità.

Partendo da queste premesse si è ragionato sul tema della riqualificazione urbana. Abbiamo rintracciato nel tema di progetto l’opportunità di strutturare un parco lineare (il lungomare) che tende a sviluppare e potenziare, le risorse ambientali, culturali e ludico sportive di questo sito. Uno spazio urbano definito come “lo spessore della pedonalità”, percorso che collega la nuova piazza Valdesi, con la più antica piazza Mondello, che coinvolge nell’azione dell’attraversamento il sistema delle ville liberty e i giardini privati. Un lungo mare da vivere, per rilanciare e promuovere le risorse locali. Spazio pedonale a misura d’uomo, percorribile con mezzi pubblici elettrici, in bici, a piedi, senza inquinare.

La netta separazione tra carrabilità e pedonalità è tracciata dal salto di quota tra i due flussi. La soluzione architettonica si fonda sul principio dello scavo e la definizione di “soglie e limiti” che prendono forma attraverso il progetto del suolo e dell’attacco a terra degli edifici.

Noi progettisti non dobbiamo cercare di stupire per volontà a priori. Dobbiamo progettare cose, come fossero sempre state, piccoli interventi, ma capaci di vasti cambiamenti di senso.



PIAZZA VALDESI

Un operazione di scavo porta la piazza alla quota della spiaggia e la rende più bassa rispetto al piano stradale. Il salto di quota è aumentato tramite una seduta sul bordo rivolta verso il mare, che alza il punto di vista ed elimina l’auto da questa nuova visione urbana.



IL LUNGO MARE

Quello che noi chiamiamo “spessore della pedonalità”, è lo spazio per i pedoni definito da un sistema a fasce materico-funzionali, con salti di quota, che definiscono sempre soglie e limiti per un corretto e organizzato uso del lungomare.

Il lungo mare di Mondello, non poteva essere, a nostro avviso, solamente proiettato verso la spiaggia, il nostro ragionamento connette l’utente anche con tutto ciò che sta alle spalle del mare, i giardini privati, le ville liberty, il sistema paesaggistico delle montagne. L’espediente architettonico è una seduta continua ricavata dallo scavo sul progetto di suolo.



ISOLATO DI VIA TETI

L’isolato di via Teti, è un importante nodo nella gestione della mobilità e un segno architettonico che traccia, attraverso un movimento di terra la “tribuna giardino”, la continuità con il verde privato, definendo ancora una volta la soglia infrastrutturale tra la carrabilità (posta sul retro) e la pedonalità (sul fronte mare). Alle spalle della “tribuna giardino” si localizzano il nodo d’interscambio con i mezzi pubblici e l’ingresso al tunnel che attraversa in sotterranea la piazza e si collega al piano Gallo, ulteriore luogo di interscambio.



PIAZZA MONDELLO

L’ identità storica di piazza Mondello, la presenza della torre e le tipologie di case tipiche dei borghi marinari, ci ha indotto a trattare lo spazio urbano attraverso un intervento che tendesse a semplificare il sistema, che svuotasse rispetto al riempire, che cercasse di organizzare l’uso del suolo e stabilire un nuovo rapporto diretto di relazione con il mare, senza ostacoli visivi e di percorso. Il suolo della piazza è stato definito, attraverso uno zoccolo che raccorda le quote degli edifici e definisce un piano per la disposizione degli arredi delle attività di ristorazione.

Lo zoccolo, contiene un piano inclinato che termina a filo d’acqua attraverso due gradini che fanno da seduta e attraversamento longitudinale in continuità con il percorso del lungomare. Lo zoccolo si raccorda al piano inclinato attraverso delle sedute che disegnano lo “stacco” tra i due elementi.

Titolo

Progetto di concorso per la riqualificazione del lungomare di Mondello (PA)

Progettista

Santi Albanese, Tommaso Bulfamante, Giuseppe Di MArtino, Domenico Falcetta

Gruppo di lavoro

Collaboratori: Marco di Pisa, Giovanna Curcurù Consulenti: Enrico Zalbo e Daniela D'Amato (Ecologia - Ambiente) Andrea Romito ( studio di fattibilità economica) Igor Scalisi e Manuela Di Pisa (artisti)

Anno

2007

Categoria

Progetto di concorso (6° classificato Menzione speciale)

Tipologia

Riqualificazione urbana